Abituare il gatto che vive all’esterno a vivere in casa

Fuori o dentro?

Ci sono molte buone ragioni per pensare a trasformare un gatto che vive all’esterno, o parzialmente all’esterno, in un gatto totalmente domestico: il freddo invernale che arriva, la paura che il gatto possa contrarre malattie pericolose stando a contatto con altri gatti, che si perda o abbia un incidente sono solo alcuni di queste. E non bisogna temere che un gatto abituato a vivere in casa sia meno felice di uno abituato a uscire, ma certo è necessario l’impegno del padrone per garantire che la casa sia davvero un ambiente stimolante e adatto alla presenza di un gatto.

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La parola d’ordine che deve regolare la transizione è “calma”: non si possono ottenere buoni risultati in un attimo, soprattutto perché Micio deve abituarsi a un nuovo ambiente che magari non conosce affatto. Le prime preoccupazioni devono essere di ordine pratico: se il gatto non è abituato a usare una lettiera e farsi le unghie su un oggetto creato per questo scopo, bisogna farlo familiarizzare con queste novità iniziando con un po’ di anticipo rispetto al periodo scelto per portarlo in casa. Lo stesso vale per il cibo e l’acqua, portando le ciotole in casa e cercando di trattenerlo in casa un po’ più a lungo ogni giorno…

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Abituare il gatto che vive all’esterno a vivere in casaultima modifica: 2012-09-27T15:09:00+02:00da salvolapecora
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