Gatto che si morde la coda fino a consumarla, un consiglio per aiutarlo a regolarsi

Eccoci con una nuova consulenza della Dottoressa Federica Bubini Regini, medico veterinario con studio al Lido di Venezia. Per contattarla potete scrivere una mail a me, all’indirizzo donnola.tizia@virgilio.it e io sarò felice di recapitargliela. La risposta verrà poi pubblicata qui, sul mio blog.

notizie animali, gatto morde coda, problemi comportamentali del gatto, veterinario comportamentalista

Scrive Marta:

Buonasera,
mio cognato ha una bellissima gatta nera che da quando è piccola (ha tre anni ora) si tempera la punta della coda, quindi questa finisce con un pezzettino di coda con peli cortissimi.
La veterinaria ha proposto loro un diffusore di ormoni, ma non ha migliorato la situazione, o di introdurre un secondo gatto, ma la gatta è molto territoriale e mio cognato pensa che possa essere un trauma più che un aiuto.
Cè qualche alternativa a queste soluzioni?
Grazie mille,
Marta

Risponde la Dottoressa Federica Bubini Regini:

Buongiorno Marta,
se si tratta di un problema comportamentale bisogna studiare il caso con un veterinario comportamentalista che potrà aiutarvi a fare luce su questa abitudine.
Per cominciare, intanto, i ferormoni vanno benissimo, ma non ci si deve aspettare miracoli in breve tempo: aiutano, ma necessitano di tempi lunghi e di approfondimenti circa le cause dell’auto traumatismo.
In pratica siete solo all’inizio di un percorso di scoperta delle ragioni che portano la gatta a trattare così la sua coda.

Un caro saluto dalla vostra Donnola Tizia e alla prossima idea per amici pelosi e non pelosi.

La consulenza a distanza è rivolta a chiarire dubbi e curiosità sulla salute del tuo amico peloso. Data però l’impossibilità di visitarlo direttamente e quindi di emettere diagnosi accurate, il tuo veterinario di fiducia rimane il principale referente a cui affidarti.


Gatto che si morde la coda fino a consumarla, un consiglio per aiutarlo a regolarsiultima modifica: 2013-08-27T14:00:00+00:00da salvolapecora
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento